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XII Congresso Conservatore: Famiglia – l’ultimo bastione della civilta

XII Congresso Conservatore: Famiglia – l’ultimo bastione della civilta
Fot. PCh24.pl

Nel Palazzo Reale a Niepołomice vicino a Cracovia si è concluso il XII Congresso Conservatore. I discorsi sulla famiglia e sulla sua situazione sono stati presentati dal prof. Roberto de Mattei, prof. Piotr Jaroszyński, dott. Lech Haydukiewicz. A Mariusz Dzierżawski è stato consegnato il premio intitolato a don Piotr Skarga.


Il XII Congresso Conservatore è iniziato con una preghiera. I lavori del congresso sono stati introdotti dall’organizzatore dell’incontro – il presidente dell’Istituto di Educazione Sociale e Religiosa di don Piotr Skarga, Sławomir Olejniczak. Olejniczak ha dato il benvenuto agli ospiti e ha spiegato perché il congresso avesse come tema principale come proprio quello della famiglia. Il presidente Olejniczak ha notato che i rappresentanti di alcuni episcopati durante l’attuale sinodo stanno promuovendo dei concetti rivolti contro la famiglia.


Nonostante ciò non bisogna diventare pessimisti. Occorre, invece, essere pieni di speranza – nell’apparizione a Fatima la Madonna ha promesso che trionferà – così ha concluso la sua introduzione l’organizzatore del XII Congresso Conservatore.


Il primo degli ospiti che ha preso la parola durante il XII Congresso Conservatore è stato il prof. Roberto de Mattei, vice-presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, fondatore e presidente della Fondazione Lepanto. Il professore ha raccontato il retroscena del sinodo in corso. Secondo de Mattei “il fumo di Satana” è sempre più visibile e le forze del male stanno attaccando la famiglia – l’ultimo bastione della civiltà.

 

Lo storico ha ricordato le scioccanti parole dei gerarchi ecclesiastici tedeschi che confutano l’insegnamento morale cattolico. Il professore Roberto de Mattei ha criticato questi religiosi per il loro atteggiamento esclusivamente sociologico per quanto riguarda le questioni della famiglia. “Viene confuso il concetto metafisico e morale del bene e del male. Dal punto di vista      filosofico Dio è il bene massimo e non ha creato nel mondo nulla di malvagio” – ha ricordato prof. de Mattei, esprimendo la sua preoccupazione su cosa può succedere alla famiglia dopo il sinodo. “Non è solo la questione delle persone divorziate che hanno nuove relazioni. Si tratta dell’atteggiamento della Chiesa e dei fedeli nei confronti dei tre sacramenti: la penitenza, il matrimonio e l’Eucaristia” – ha aggiunto.

 

Professore de Mattei ha notato che come conseguenza del nuovo rito della santa messa, introdotto dopo il Concilio Vaticano II, la liturgia non aiuta la fede dei cattolici nella presenza reale. Un esempio di questo è la somministrazione della Comunione sulla mano, che doveva essere un’eccezione e che invece è diventata una pratica comune in tanti paesi. In seguito è avvenuta la deromanizzazione della Chiesa che potrebbe portare l’una, santa, cattolica e apostolica Chiesa alla disgregazione in una federazione. “Grazie alla fede e alla speranza possiamo vincere la bataglia per la famiglia! C’è solo un insegnamento morale della Chiesa. La verità morale si basa sul matrimonio e sulla famiglia. Spero che il sinodo lo interpreterà cosi” – ha notato il prof. Roberto de Mattei nella conclusione del suo discorso.

 

Il secondo oratore del XII Congresso Conservatore è stato il prof. Piotr Jaroszyński – filosofo, giornalista e professore accademico. Ha tenuto una conferenza sul tema “Le fonti ideologiche della crisi della famiglia”. “È una crisi spontanea oppure è una crisi guidata da qualcuno?” – ha chiesto all’inizio il prof. Jaroszyński, rispondendo che esistono nel mondo istituzioni e centri interessati all’indebolimento della famiglia.

 

Il centro focale della crisi è l’ideologia utopistica – ha sostenuto il professore. L’utopia della società “ideale” vuole rivoluzionare la famiglia. Il professore ha ricordato le idee del primo utopista – Platone. Secondo il filosofo greco lo stato dovrebbe unire le persone in coppie e poi prendere il controllo della loro prole, prendere i bambini dai genitori e decidere della loro sorte. Le differenze di sesso dovrebbero essere cancellate – sosteneva il filosofo ricordato dal prof. Jaroszyński. Oggi si sta realizzando questo scenario. I sovrani assoluti dell’illuminismo hanno cominciato a mettere in pratica varie utopie e in seguito lo stesso hanno cercato di fare dei partiti di sinistra. Li univa la volontà di “correggere” la gente. Le ideologie più pericolose sono il socialismo e il liberalismo. “Queste due ideologie si uniscono nella lotta contro la famiglia” – ha sottolineato il professore Jaroszyński, facendo notare che sia negli anni della Repubblica Popolare di Polonia (gli anni del governo comunista – n.d.t.), sia adesso, i movimenti apparentemente contrastanti si uniscono nella lotta contro la famiglia. Perché queste ideologie considerano la famiglia come un nemico comune? La famiglia è il centro della civiltà latina personalistica. “LA famiglia è una micro-civiltà’” – ha detto il professore  – “La famiglia ha il compito di salvaguardare gli irrinunciabili diritti dell’essere umano, tra i quali quello primario – il diritto di vivere”, ha aggiunto. Le generazioni si aiutano a vicenda nel perfezionarsi. La famiglia della cultura latina si basa sulla lingua trasmessa da una generazione all’altra. La lingua è il trasmettitore della tradizione e dell’identità nazionale. Attualmente siamo dei testimoni della lotta per il mantenimento dell’identità dei Polacchi – ha sottolineato prof. Jaroszyński, descrivendo la lotta contro la famiglia che costituisce la base della “polonità”. Particolarmente importante per la famiglia è anche l’amore, e il più importante tra gli amori è l’amore per Dio. Lo stato non può dare all’uomo l’amore – questo bisogno può essere garantito solamente dalla famiglia – hanno sentito i partecipanti del Congresso.

 

Dopo la conferenza c’è stato il momento della consegna del premio intitolato a don Piotr Skarga con il quale è stato onoroficato Mariusz Dzierżawski, “per l’attività per la difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale e per la difesa del matrimonio e della famiglia”.

 

“Questo premio è un grande onore per merito del suo patrono. Don Skarga ha svolto un ruolo importante durante le guerre del XVI secolo. Chi siamo, a quale tradizione facciamo riferimento, il fatto che i cristiani di tanti paesi guardano alla Polonia con la speranza – tutto questo è il merito di questo grande predicatore, educatore e organizzatore. È anche un onore per il valore che hanno coloro che hanno fondato questo premio. Tante istituzioni statali e purtroppo anche ecclesiali sono attualmente nelle mani dei “modernisti” che tendono alla correttezza politica. I difensori della civiltà latina possono invece guardare all’Istituto don Piotr Skarga con speranza. Possono sempre contare su di voi. Grazie che ci siete e per quello che fate.

 

Il premio è anche un onore considerando chi, prima di me, ha avuto questo privilegio. È un onore diventare uno di loro. Grazie a tutti miei amici della fondazione Pro Prawo do Życia [A favore del diritto alla vita]. Ringrazio soprattutto a quelli che si espongono alle persecuzioni giudiziarie o da parte della polizia. Prendo questo premio come un impegno per un’ulteriore lotta” – ha detto Mariusz Dzierżawski ricevendo il prestigioso premio.

 

Il vincitore del premio don Piotr Skarga è l’iniziatore e il leader di tante campagne sociali organizzate in Polonia dal 2005, che svelano la verità sull’aborto. Insieme a un gruppo di volontari e di collaboratori ha organizzato oltre quattrocento esposizioni intitolate “Scegli la vita” e circa mille manifestazioni  contro l’aborto in tutta la Polonia.


Anche il dott. Lech Haydukiewicz, professore accademico e ideatore del I Congresso Demografico ha tentuo una conferenza durante il Congresso. Haydukiewicz ha analizzato la crisi demografica che sta colpendo la nazione e lo stato della Polonia. Secondo l’oratore, la Polonia si trova in una tragica situazione demografica. Fra poco potremo trovarci fra i paesi d’Europa mediamente popolati, mentre negli anni 50. del XX secolo lo sviluppo demografico della Polonia è stato eccezionalmente dinamico. Secondo il dott. Haydukiewicz le questioni economiche svolgono un ruolo secondario nella decisione dei Polacchi di non avere figli. Oggi un bambino non contribuisce più al processo di mantenimento della famiglia. Il problema sta da un’altra parte: nell’atteggiamento per le questioni più importanti – la questione di fede. “Poniamo tutta la speranza nell’umano bisogno di avere figli per le ragioni diverse da quelle economiche” – ha sostenuto Haydukiewicz, facendo notare che in Polonia sta crescendo il numero dei nuclei famigliari anche se la popolazione sta diminuendo. È la conseguenza del crescente numero dei “single”.

 

In seguito alla caduta del blocco sovietico i processi demografici che in Europa Occidentale sono durati cinquant‘anni, nell’Est si sono compiuti nel giro di qualche anno. Inoltre dalla Polonia e dagli altri paesi della nostra zona sta andando via tantissima gente. Per quanto riguarda il tasso di fecondità totale la nostra patria si trova in fondo della lista – ha notato il dott. Haydukiewicz. “Fra un po’ diventeremo un deserto demografico” – ha sottolineato. L’unica cosa consolante è il fatto che la Polonia è piuttosto conservativa per quanto riguarda la procreazione – abbiamo poche nascite fuori dal matrimonio. “La prospettiva più pessimistica è che fra cinquant’anni saremo 10 milioni in meno di adesso” – ha concluso il suo discorso il dott. Haydukiewicz.

 

Il XII Congresso Conservatore si è concluso con una discussione sul tema della difesa della famiglia moderna. La discussione è stata condotta dal caporedattore della rivista “Polonia Christiana” e vicepresidente dell’Istituto di don Piotr Skarga, Sławomir Skiba. Hanno preso la parola: Magdalena Trojanowska, rappresentante dell’iniziativa „Stop Seksualizacji Naszych Dzieci” [Stop alla sessualizzazione dei nostri figli], Mariusz Dzierżawski della fondazione Pro – Prawo do Życia [A favore del diritto alla vita], Paweł Kwaśniak di Centrum Wspierania Inicjatyw dla Życia i Rodziny [Centro di supporto per le iniziative a favore della vita e della famiglia] e prof. Aleksander Stępkowski di Instytut na rzecz Kultury Prawnej [Istituto per la cultura giuridica Ordo Iuris].

 

I relatori hanno presentato le loro organizzazioni e i relativi campi di attività. In seguito il dott. Tymoteusz Zych dell’Ordo Iuris ha presentato il rapporto sulla politica per la famiglia in Polonia. Ha fatto notare il caos che regge gli uffici di statistica polacchi, che non sanno quanti bambini nascono nel paese in ciascun mese dell’anno. Questi dati li possiedono perfino i paesi più poveri dell’Europa dell’Est. Analizzando i dati raccolti dagli impiegati dell’Istituto, dott. Zych ha notato che la politica a favore della famiglia dovrebbe concentrarsi soprattutto sulle famiglie numerose. Magdalena Trojanowska ha sottolineato che la politica dell’Unione Europea e dell’ONU sostiene solo l’aborto e l’eutanasia. A questo si accompagna la pianificata sessualizzazione.

 

Mariusz Dzierżawski ha sottolineato il bisogno di attivismo, soprattutto quando non ci si può aspettare delle iniziative costruttive da parte delle autorità. “Abbiamo a che fare con il governo occupante che ha come scopo nuocere alla nazione. Non è solo problema della Polonia. Vogliono «liberarci» dalla Chiesa, dalla famiglia, dalla nostra identità. Per più di dieci anni siamo stati testimoni della rovina dell’Occidente. Identici meccanismi sono adesso usati anche in Polonia – ha sostenuto Dzierżawski e ha aggiunto che la migliore politica a favore della famiglia sarebbe quella di non togliere i soldi ai genitori. “Impiegati – giù le mani dalle famiglie!” – ha concluso.

 

Paweł Kwaśniak ha attenuato le speranze di quelli che contano che dopo un eventuale cambio di governo in Polonia i politici si occuperanno sul serio della difesa della vita e della famiglia. Tanti politici ci assicurano che sono a favore della difesa della vita, ma quando arriva il momento decisivo – deludono – ha detto Mariusz Dzierżawski. Ha aggiunto che le istituzioni che difendono la famiglia, al contrario della sinistra, non usano i soldi del governo ma solamente i contributi volontari delle persone idealiste. I partecipanti della discussione sono stati d’accordo che esiste una possibilità di fermare e rovesciare la cattive tendenze. Ci vuole però un lavoro duro e costante.

 

Il congresso si è concluso con un concerto di musica classica, durante il quale i partecipanti potevano ascoltare i brani di Wojciech Kilar, Johann Strauss, Wolfgang Amadeus Mozart e Johannes Brahms.



 


DATA: 2015-10-26 09:57
 

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